Nuovo step del progetto MIR – Musei in Rete rivolto a 6 piccoli musei

Al via le residenze artistiche e il piano formativo sperimentale rivolto alla Rete dei Musei Comunali di Anci Sicilia

Palermo, 20 ottobre 2025. Nuovo step del progetto MIR- Musei in Rete che, a partire da questa settimana, vedrà i sei piccoli musei coinvolti e i rispettivi comuni – Alcamo (Tp), Caltabellotta (Ag), Geraci Siculo (Pa), Mirto (Me), Santo Stefano di Camastra (Me) e Vizzini (Ct) – animarsi grazie all’azione di artisti in residenza chiamati a interpretare gli spazi espositivi e il territorio. La Call per le residenze è stata lanciata il 12 settembre da Fondazione MeNO, capofila del progetto, e il 10 ottobre la Commissione ha scelto i sei progetti vincitori. “Non è stato semplice – dice Roberto Albergoni, presidente della Fondazione MeNO – è stato necessario fare una preselezione tra le tante proposte arrivate e poi una scrematura finale, attraverso colloqui individuali. Siamo molto soddisfatti del risultato e della partecipazione”.

I vincitori sono artisti giovani ma dal curriculum consolidato: Gio Peres per il MACA di Alcamo; collettivo K-Osmosi per il Museo Civico di Palazzo della Signoria di Caltabellotta; Giulia Sofi per il MUSeBArch di Geraci Siculo; Angelo Leonardo per il Museo del Costume e della Moda di Mirto; il collettivo artistico formato da Susanna Gonzo e Sofia Melluso per il Museo della Ceramica di Santo Stefano di Camastra e Gandolfo Gabriele David per il Museo dell’immaginario Verghiano di Vizzini.

Ognuno di loro soggiornerà nel comune del museo prescelto per due settimane, realizzando il proprio progetto e coinvolgendo le comunità locali, come previsto dal bando.

I linguaggi sono i più svariati: dall’arte tessile alla video-art, dalla danza alle installazioni sonore. La prima residenza artistica a prendere il via, domani 21 ottobre, sarà quella a Santo Stefano di Camastra a cura del collettivo formato da Susanna Gonzo e Sofia Melluso. La prossima settimana saranno avviate anche le altre. Da bando ognuno dei partecipanti può scegliere di collocare le due settimane di residenza artistica nell’arco di tempo compreso tra il 20 ottobre e il 9 novembre 2025. Date che saranno comunicate attraverso i canali social della Fondazione, dei Comuni interessati e della Rete dei Musei Comunali, la piattaforma dell’Anci Sicilia che riunisce 200 musei in 100 comuni siciliani.

Le Residenze artistiche non sono l’unica novità. Il 7 ottobre è anche partito il programma formativo previsto dal progetto con incontri in presenza e online su vari temi: dalla comunicazione agli allestimenti museali e all’animazione territoriale, dal marketing in chiave esperienziale alle innovazioni digitali. Le attività formative sono realizzate dai partner di progetto: Fondazione MeNO, Unipa/Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali e Statistiche, Anci Sicilia, Q-Media, Essence of Sicily, Ecubing Srl.

Il programma formativo andrà avanti fino al 24 novembre anche con il supporto di professionisti come Laura Barreca, Storica dell’arte e professoressa all’Accademia di Belle Arti di Catania e Pierfilippo Spoto, esperto di turismo esperienziale.

Le lezioni sono aperte a tutti i soggetti interessati allo sviluppo dei musei comunali in un’ottica di sviluppo territoriale. Per info, scrivere a mir@fondazionemeno.org.

Il programma dei corsi è consultabile a questo link. Per essere quanto più concreto possibile, il calendario prevede alcune lezioni online rivolte a tutta la Rete dei Musei Comunali e lezioni sul territorio, nelle sale dei musei pilota e per le strade dei comuni alla ricerca di potenzialità inespresse e da valorizzare.

Il progetto MIR – Musei in Rete nasce dal presupposto che occorra “fare rete” anche nella progettazione, evitando la frammentazione dei fondi, per generare processi di sviluppo solidi e duraturi. Scopo di MIR, finanziato da un bando dell’Università Sapienza di Roma grazie a fondi del PNRR (NextGenerationEU – Programma di Ricerca del Partenariato Esteso CHANGES), è implementare la Rete dei Musei Comunali ideata da Anci Sicilia: il primo e unico esempio in Italia di network regionale di musei civici. La piattaforma digitale, in progress, è www.musei-sicilia.it.

Gli artisti

La ricerca di Angelo Leonardo può essere considerata il risultato di un continuo abbraccio dell’errore, che spinge al limite le sue capacità tecniche e intellettuali.
Lavora principalmente con pittura, ricamo e video, sebbene i mezzi da lui utilizzati variano spesso a seconda del contesto e delle persone con cui interagisce. Per Leonardo, imparare qualcosa di nuovo durante il processo creativo è essenziale; non concepisce le sue opere come il frutto di un atto esclusivo dell’autore, ma come il
risultato delle molteplici influenze esterne che nutrono la sua visione.

Nato nel 1991 a Enna, vive attualmente a Palermo. Nel 2015 ha completato la sua formazione all’Accademia di Belle Arti di Napoli e nel 2018 ha conseguito un master
all’Accademia di Belle Arti di Palermo. Dal 2014 al 2024 ha collaborato come autore con la rivista artistica E IL TOPO, esponendo in numerose istituzioni in Italia e
all’estero. La rivista è consultabile presso la Bibliothèque Municipale de Lyon, la MoMA Library di New York, la DOCVA di Milano, il CNEAI di Chatou (Francia) e il
Cabinet du Livre d’Artiste dell’Università di Rennes, tra gli altri.

Tra il 2022 e il 2023 ha partecipato alla realizzazione di una pubblicazione in due volumi che documenta l’evoluzione e i risultati della rivista. Curata da a+mbookstore, l’opera è stata creata e pubblicata in seguito alla sua vittoria dell’11a edizione del bando Italian Council, promosso da Viaindustriae e co-finanziato dalla Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee / Museo Madre di Napoli. A Calascibetta, il paese dove Leonardo è cresciuto, ha fondato nel 2015 la Collezione Canalotto, un progetto sviluppato per Hisn Al-Giran, un’organizzazione no-profit dedicata alla protezione e alla promozione del Villaggio Bizantino, un antico insediamento rupestre e significativa testimonianza del passaggio di Bizantini e, successivamente, di Arabi in Sicilia. Grazie al progetto “Where is Everybody?”, realizzato per l’associazione Hisn Al-Giran nel 2020, ha sviluppato un dialogo con l’artista Stefania Galegati che prosegue fino a oggi. Nel 2024 ha ottenuto una borsa di ricerca dal Ministero della Cultura italiano attraverso l’Italian Council, che gli ha permesso di trascorrere 90 giorni in Giappone, avviando uno studio sulla vita e le opere dell’artista O’Tama Kiyohara. L’interesse di Leonardo per O’Tama rappresenta il proseguimento di una ricerca personale e, allo stesso tempo, di un progetto collettivo portato avanti con Stefania Galegati e Daria Filardo.

Gandolfo G. David è artista visivo che vive e lavora tra Palermo e San Sebastián (Spagna). La sua pratica multidisciplinare tra Land Art, performance e progetti partecipativi affronta questioni ecologiche e sociali in dialogo con il patrimonio materiale e immateriale dei territori e con le comunità coinvolte nei percorsi artistici. Attraverso l’elaborazione di narrazioni, archetipi e tradizioni, attiva forme di connessione che superano limiti geografici e linguistici. Da queste esperienze nasce una rete di relazioni che si estende a tutti gli esseri viventi e trova fondamento in una riflessione sull’ecologia intesa come campo di interdipendenze fra umani e non umani, culture e ambienti. In questa prospettiva, l’arte diventa gesto di riconoscimento e responsabilità comune, capace di restituire ai luoghi la loro dimensione vitale e dialogica.

Accanto alle pratiche collettive, sviluppa una produzione più intima di disegni e pitture che raccolgono e sedimentano tracce dei percorsi relazionali, trasformandoli in un linguaggio personale e poetico.

Le sue opere sono state presentate in musei, fondazioni e istituzioni quali Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, Museo Riso (Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo), Mucem (Musée des Civilisations de l’Europe et de la Méditerranée, Marsiglia), Centre d’Art de Montreuil (Parigi), Monumental Callao (Lima), Mana Contemporary (New York), Museo del Tessile di Prato, ZAC (Zisa Arti Contemporanee Palermo), Fondation Iméra – Université Aix-Marseille, Parco Archeologico di Selinunte e Parco Archeologico di Segesta.

Ha partecipato a numerose rassegne internazionali tra cui 5° Biennale di Architettura di Venezia, Manifesta 12 – 5x5x5 Program, Manifesta 13 – Les Parallèles du Sud, BAM – Biennale Arcipelago Mediterraneo, One Voice Initiative, BIAS – Biennale Internazionale di Arte Sacra e delle Religioni dell’Umanità, IPER festival e Expo Internazionale 2025 Osaka.

Laureato in Architettura, ha collaborato come designer con importanti aziende italiane, esperienza che ha rafforzato la sua attenzione per il lavoro in equipe e per la dimensione progettuale come processo condiviso. Ha promosso diverse iniziative culturali che mettono in relazione arte, spazio urbano e partecipazione civile. È co-fondatore di Dimora Oz, collettivo di artisti e curatori con cui ha realizzato progetti espositivi ed editoriali e vinto la VII edizione dell’Italian Council del Ministero della Cultura. Ha pubblicato con PostmediaBooks The Bread House (2021), dedicato a un decennio di ricerche sul pane come archetipo universale e strumento capace di mettere in relazione persone e luoghi. Ha co-curato il volume ARKAD (PostmediaBooks, 2022). Le sue più recenti pubblicazioni comprendono Polis Lexis (Dimora Oz, 2024) e Elyma (MondoMostre, 2024).

Gio Peres (nata nel 1990 a Palermo) è un’artista e ricercatrice italiana la cui pratica abbraccia film, installazione, scultura e performance. Il suo lavoro indaga la vita postuma delle immagini — la loro sopravvivenza, scomparsa e riapparizione — esplorando gli instabili punti d’incontro tra memoria, storia e rappresentazione. Lavorando con materiali d’archivio e tecnologie cinematografiche analogiche, riattiva tracce che si credevano perdute, stratificandole attraverso strategie di montaggio che resistono al tempo lineare e alla chiusura narrativa. Formata come pittrice, Peres porta nel linguaggio del cinema una raffinata attenzione al colore, alla texture e alla composizione spaziale, costruendo una poetica in cui perdita, silenzio e riemersione plasmano la percezione.

Ha studiato alla Universität der Künste di Berlino e ha frequentato la Scuola Conia di Cesena; attualmente è dottoranda in Arti Visive presso il CREAM, University of Westminster di Londra (Regno Unito). Il suo lavoro è stato presentato a Documenta 14 attraverso il programma di SAVVY Berlin, a Manifesta 12, alla Triennale Milano e presso RISO — Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia come parte dell’archivio SACS. I suoi progetti di ricerca e produzione artistica sono stati sostenuti dal Museo RISO (2013) e dall’Italian Council (2019).

Giulia Sofi, vive tra Palermo e Venezia. Ha studiato Architettura e Arti Visive all’Università IUAV di Venezia con un internship
presso l’ENSBA di Parigi e la casa editrice Viaindustriae Publishing (PG). Nel 2020 è vincitrice di una borsa di studio per il Sole24Ore in radio, tv e web content.

La pratica e la ricerca artistica trovano spesso esito nel compimento di azioni all’interno di uno spazio, poi rimesse in forma attraverso mezzi quali la fotografia, il suono e il video. Normalmente, il linguaggio, sia in forma orale che scritta è una dimensione di sperimentazione e ricerca. Soprattutto in questo senso, la pratica della lettura è spesso un monito, per dare adito a voci che non esistono e che la scrittura ha inventato. Nelle produzioni più recenti è centrale l’uso del suono e della scrittura come mezzi espressivi, spesso frutto di ricerche legate all’universo linguistico, dalla parola scritta all’uso della voce. Tra le esperienze più recenti si contano: Nctm e l’arte, XX edizione, Grant for Artists in Residence (2025); Zàbara e Zabàra, mostra personale presso ALL project space, Palermo (2024); Menzione Speciale Combat Prize per la Fotografia (2024) L’Habitat di domani, mostra collettiva presso Fondazione Bevilacqua la Masa, Venezia (2024); Thalassa Sogni 2021-2022, sound project con Thalassa.pdf presso Marsèll Gallery, Milano (2023); Teoria dei Climi e Metereologia, Masterclass artisti e poeti presso Muse, Museo delle Scienze di Trento (2023); Das Gespräch mit denen, die fischen gehen, mostra personale presso Atelier am Eck, Düsseldorf (2022); Vasca corta, mostra collettiva presso Fondazione Rusconi, Bologna (2021).

Susanna Gonzo è artista multidisciplinare, linguista e ricercatrice. Lavora con il disegno e la grafica/illustrazione, il suono e la poesia, e si occupa principalmente di organizzare e facilitare laboratori di ascolto e apprendimento, in cui esercizi creativi permettono l’espressione emotiva, la condivisione di saperi e il confronto con il passato.
Al centro della sua ricerca vi sono le possibilità pedagogiche, terapeutiche e politiche dell’immaginazione. Collabora con diversə artistə e collettivi, tra cui lo Shock Forest Group, nato in Olanda, e il gruppo di studio  ৺ ෴ ර ∇ ❃ ﹌﹌, con cui da poco ha anche uno spazio a Palermo. Ha recentemente concluso il programma post–master Reconstructions: Imagining Spatial Practices Otherwise ~ Learning from Black Feminism presso il Royal Institute of Art di Stoccolma. Ha partecipato a numerosi progetti educativi all’interno di università, musei, scuole e centri comunitari, e ha collaborato con diverse istituzioni culturali a Berlino e in Palestina.

Sofia Melluso è un’artista visiva la cui pratica si articola attraverso diversi linguaggi, con una particolare attenzione alla ceramica, al disegno e alla scrittura.
Nel giugno 2024 ha preso parte al festival di arte femminista Bande de Femmes, mentre nel marzo dello stesso anno ha presentato il suo lavoro in una mostra personale presso sic! Elephanthouse a Lucerna, frutto della residenza svolta a Das Haus am See Krämerstein. La sua ricerca si sviluppa anche attorno a pratiche collettive, processuali e transdisciplinari, con l’intento di interrogare i sistemi di potere e le dinamiche di rappresentazione che influenzano soggettività, linguaggi e territori. Sofia fa parte inoltre del collettivo ৺ ෴ ර ∇ ❃ ̅ ̅, fondato nel 2020, con cui gestisce uno spazio indipendente a Palermo. Il gruppo indaga l’intersezione tra femminismo e sud, recuperando storie sommerse e tradizioni arcaiche per rielaborare miti e narrazioni storiche, costruendo alleanze multitemporali con il presente.

K-OSMOSI è un collettivo artistico nato dall’incontro tra le danzatrici siciliane Giulia Tartamella e Noemi Crocilla, guidato dall’urgenza di pensare l’azione artistica come spazio condiviso, fluido e in continua trasformazione. K-OSMOSI promuove un lavoro che mette in relazione danza, arti visive, parola poetica e pratiche sociali generando processi artistici che diventano terreno di riflessione sull’identità, sull’abitare i luoghi e sull’ascolto reciproco.