Residenza di Giulia Sofi al MUSeBARCH di Geraci Siculo

La residenza di Giulia Sofi presso il MUSeBARCH di Geraci Siculo, realizzata nell’ambito del progetto MIR – Musei in Rete, nasce come immersione progressiva all’interno del borgo madonita e delle sue stratificazioni sociali, linguistiche e paesaggistiche. L’artista, il cui lavoro intreccia architettura, arti visive, suono e pratiche performative, ha orientato la sua ricerca verso l’indagine delle relazioni profonde tra gli abitanti, il territorio e il mondo animale, osservando come questi elementi coesistano in una continuità quotidiana che trascende la semplice prossimità.
Nel corso della residenza, Sofi ha raccolto suoni, gesti, testimonianze e tracce materiali, lasciandosi guidare da una percezione episodica e al tempo stesso sistemica del luogo. La dimensione linguistica – centrale nella sua pratica – si intreccia qui con una sensibilità acustica che mappa l’identità del paese attraverso la sua vita sonora: il passo degli animali, i campanacci che scandiscono il ritmo della montagna, i canti, le voci, i riti e le micro-coreografie della comunità. Tutto questo si sedimenta in una narrazione in cui umano e non-umano si specchiano, restituendo l’immagine di un mondo che “torna a metà”, dove le due esistenze convivono in equilibrio.

Episodica Hierachica

La restituzione pubblica del progetto prende forma nell’installazione Episodica Hierachica, presentata negli spazi del MUSeBARCH. L’opera si configura come un organismo plurale, composto da suono, disegni, stampe e oggetti che emergono come presenze cardine della vita quotidiana di Geraci Siculo.
L’installazione si sviluppa come un unico ambiente percettivo, dove i medium non sono elementi separati, ma strati interconnessi di un’unica struttura narrativa. Il suono costituisce il nucleo generativo dell’opera: un’esperienza immersiva che traduce l’esistenza diffusa del luogo, dando voce tanto al paesaggio umano quanto a quello animale. I campanacci, il fruscio degli uccelli, i passi sulle pietre, le frequenze dei riti e la lingua delle persone si fondono in un tessuto acustico che restituisce una geografia emotiva e sensibile del borgo.
Accanto alla componente sonora, disegni e materiali raccolti si dispongono nello spazio come indizi, reliquie o apparizioni, invitando a una lettura episodica del territorio: ogni frammento è un gesto, una presenza, una traccia che rimanda a una relazione, a un incontro, a un momento del vissuto durante la residenza.
Episodica Hierachica diventa così un luogo in cui osservare e ascoltare l’interdipendenza tra specie, ambienti e culture, offrendo una visione in cui nessun elemento prevale sull’altro, ma tutto concorre alla costruzione di un ecosistema narrativo condiviso.