RESIDENZA GERACI SICULO

PERIODO
ARTISTA
LUOGO

MUSeBARCH — Geraci Siculo

LA RESIDENZA

Un mondo che
torna a metà.

La residenza di Giulia Sofi al MUSeBARCH nasce come un’immersione progressiva nel borgo madonita e nelle sue stratificazioni sociali, linguistiche e paesaggistiche. L’artista indaga le relazioni profonde tra gli abitanti, il territorio e il mondo animale, osservandone la continuità quotidiana.

01

Suono

Voci, canti, campanacci e passi compongono la geografia sensibile del borgo.

02

Relazione

Umano e non-umano si specchiano in una convivenza che supera la semplice prossimità.

03

Ecosistema

Ogni traccia contribuisce a una narrazione condivisa, senza gerarchie tra specie e ambienti.

LA RICERCA

Ascoltare
il territorio.

Nel corso della residenza, Sofi raccoglie suoni, gesti, testimonianze e tracce materiali, lasciandosi guidare da una percezione episodica e insieme sistemica del luogo.

La dimensione linguistica, centrale nella sua pratica, si intreccia con una sensibilità acustica: il passo degli animali, il ritmo dei campanacci, i canti, le voci, i riti e le micro-coreografie della comunità diventano una mappa dell’identità di Geraci Siculo.

LA RESTITUZIONE

Episodica
Hierachica

L’installazione presentata al MUSeBARCH si configura come un organismo plurale, composto da suono, disegni, stampe e oggetti che emergono come presenze cardine della vita quotidiana.

Il suono costituisce il nucleo generativo dell’opera: campanacci, fruscii, passi sulle pietre, frequenze rituali e lingua delle persone si fondono in una geografia emotiva del borgo.

I materiali raccolti si dispongono nello spazio come indizi e apparizioni. Ogni frammento rimanda a una relazione, a un incontro e a un momento vissuto durante la residenza.

MIR — MUSEI IN RETE

Sei musei,
una rete.

TORNA A MIR

ESPLORA PER TOPIC

Continua il percorso.