RESIDENZA GERACI SICULO
2025
ARTISTA
Giulia Sofi
LUOGO
MUSeBARCH — Geraci Siculo
Un mondo che
torna a metà.
La residenza di Giulia Sofi al MUSeBARCH nasce come un’immersione progressiva nel borgo madonita e nelle sue stratificazioni sociali, linguistiche e paesaggistiche. L’artista indaga le relazioni profonde tra gli abitanti, il territorio e il mondo animale, osservandone la continuità quotidiana.
01
Suono
Voci, canti, campanacci e passi compongono la geografia sensibile del borgo.
02
Relazione
Umano e non-umano si specchiano in una convivenza che supera la semplice prossimità.
03
Ecosistema
Ogni traccia contribuisce a una narrazione condivisa, senza gerarchie tra specie e ambienti.
Ascoltare
il territorio.
Nel corso della residenza, Sofi raccoglie suoni, gesti, testimonianze e tracce materiali, lasciandosi guidare da una percezione episodica e insieme sistemica del luogo.
La dimensione linguistica, centrale nella sua pratica, si intreccia con una sensibilità acustica: il passo degli animali, il ritmo dei campanacci, i canti, le voci, i riti e le micro-coreografie della comunità diventano una mappa dell’identità di Geraci Siculo.
Episodica
Hierachica
L’installazione presentata al MUSeBARCH si configura come un organismo plurale, composto da suono, disegni, stampe e oggetti che emergono come presenze cardine della vita quotidiana.
Il suono costituisce il nucleo generativo dell’opera: campanacci, fruscii, passi sulle pietre, frequenze rituali e lingua delle persone si fondono in una geografia emotiva del borgo.
I materiali raccolti si dispongono nello spazio come indizi e apparizioni. Ogni frammento rimanda a una relazione, a un incontro e a un momento vissuto durante la residenza.
Una geografia
emotiva del borgo.
Immagini dalla restituzione pubblica al MUSeBARCH.
Sei musei,
una rete.
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